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È noto a tutti quanto faccia bene prendere il sole, specialmente nei bambini, in quanto la vitamina D, assorbita dal sole contribuisce alla fissazione del calcio nelle ossa per renderle più robuste, preservandole dalle fratture; portare i bambini all’aperto,  far godere loro della luce naturale del sole comporta notevoli benefici purché venga fatto per un tempo non eccessivo e con l’aiuto di tutti gli accorgimenti che permettono la protezione: cappellino, occhiali da sole, crema solare ad elevata protezione.
L’esposizione al sole dovrebbe essere limitata alle prime ore del mattino e anche la pelle di tutto il corpo dovrebbe rimanere sempre parzialmente coperta e soprattutto protetta.
L’esposizione prolungata ai raggi solari, e quindi ai raggi UV, può provocare non solo danni alla pelle ma anche agli occhi. I danni prodotti nel tempo dall’esposizione alle radiazioni solari rappresentano un rischio concreto per gli occhi sia degli adulti, sia dei bambini.

 

Cosa sono le radiazioni UV?
Le radiazioni Ultraviolette UV rappresentano in fisica una parte dello spettro elettromagnetico con lunghezze d’onda maggiori rispetto ai raggi X ed inferiori rispetto alle radiazioni visibili dall’occhio umano del violetto. La radiazione ultravioletta costituisce circa il 10% della luce emessa dal Sole e viene inoltre prodotta da gas ionizzati e particolari lampade.
L’occhio umano non è in grado di percepire le radiazioni elettromagnetiche ultraviolette pertanto queste risultano invisibili per la maggior parte degli esseri viventi.  Sebbene non siano visivamente percepite queste però interagiscono con le strutture oculari.
Le radiazioni UV, essendo radiazioni molto energetiche, possono indurre ad esempio la cheratocongiuntivite, un’infiammazione acuta che colpisce sia la congiuntiva, la membrana mucosa  trasparente che copre la sclera ovvero la parte bianca del nostro occhio,  sia la cornea che è la prima lente del sistema visivo e, in assoluto, la parte più sensibile del corpo umano. 
Inoltre i raggi UV possono portare ad alterazioni al cristallino, la seconda lente del sistema, che quando si opacizza dà luogo ad una cataratta.
Oltre a causare problemi agli occhi, entrambi i raggi UVA e UVB possono causare il cancro della pelle del viso, compresa la pelle delicata delle palpebre e l’area intorno agli occhi.

Anche i bambini devono utilizzare occhiali da sole?
Gli oftalmologi consigliano di proteggere sempre i più piccoli all’esposizione al sole in quanto i loro occhi risultano essere molto più delicati di quelli di un adulto; è consigliabile proteggere i più piccoli con cappellini a visiera ampia e successivamente, quando le dimensioni del viso e la collaborazione del bambino lo permetteranno, utilizzare degli occhiali da sole per una maggiore protezione contro gli UV dei loro occhi.
L’occhiale da sole deve infatti presentare delle lenti di qualità che permettano la protezione dai raggi UVA e UVB, raggi che non contribuiscono alla visione ma che risultano dannosi per le strutture oculari che li assorbono; particolare attenzione va posta anche alla montatura in quanto materiali scadenti potrebbero indurre dermatiti da contatto al volto dal bambino.

 

E se il bambino non vuole indossare gli occhiali da sole? 
I bambini tendono spesso ad imitare gli adulti pertanto se mamma e papà utilizzano abitualmente gli occhiali da sole il bambino non avrà difficoltà nell’utilizzare gli occhiali imitando gli stessi; inoltre spesso potrebbe risultare utile segnalare al bambino che l’occhiale è “una cosa da grandi” e ciò potrebbe avere un appeal giusto per i più piccoli. 
In ogni caso non abusare mai dell’utilizzo dell’occhiale da sole in età così plastica come quella dei bambini in cui il sistema visivo è ancora in fase di sviluppo.
Bisogna ricordare  anche che l’utilizzo di un cappellino a visiera ampia può aiutare a ridurre parzialmente la quantità di luce che giunge a livello degli occhi ma non ha alcuna protezione contro i raggi UV.

 

Tipologie di filtri solari
Quando si parla di occhiali da sole è errato pensare che più scure sono le lenti maggiore sia la protezione per gli occhi. In realtà non sempre il colore della lente è direttamente proporzionale alle sue proprietà protettive. Le lenti scure provocano una maggiore midriasi, ovvero la dilatazione della pupilla e, nel caso in cui non siano dotate di un filtro adeguato, ciò porterebbe l’occhio ad assorbire una quantità di raggi UV maggiore a quella subita senza occhiali. Per questa ragione, durante l’acquisto di un occhiale da sole occorre sempre prestare attenzione alle cosiddette categorie di filtro, che indicano l’intensità della protezione.
In Italia è in vigore la norma europea EN 1836 che classifica i filtri solari rispetto a cinque classi di protezione solitamente indicate con i numeri arabi (da 0 a 4) o in numeri romani (da I a V).

  • Cat 0:  occhiali con potere filtrante quasi nullo utilizzabili in casi di scarsa luminosità; sono contraddistinti dal disegno di una nuvola;
  • Cat 1:  la protezione è debole, difende solo dall’abbagliamento ed utilizzabili con luminosità solare debole; sono contraddistinti dal disegno del sole che esce dalla nuvola;
  • Cat 2:  occhiali per una luminosità media; sono contraddistinti dal disegno del sole;
  • Cat 3:  lenti consigliate per luminosità solare forte; sono contraddistinti dal disegno del sole associato a mare e montagne;
  • Cat 4 : modelli riservati alle condizioni estreme a luminosità solare molto. Queste lenti sono assolutamente non indicate per la guida dell’auto. Sono contraddistinti dal disegno del sole associato a mare e montagne ma con in più il disegno di un’auto barrata.

 

In conclusione, la scelta dell’occhiale da sole per i bambini non dev’essere dettata solo dal gusto estetico ma è necessario considerare la prerogativa fondamentale: la protezione!

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